Parrocchia SS Redentore

Domenica 16 Giugno 2019

A quella vista palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, dice Isaia. Epifania è la festa del cuore dilatato. È una gioia pensare oggi che Dio è di tutti.

I Magi erano dei pagani, venivano da un Oriente misterioso, patria delle religioni più diverse, culla della vita. Vengono a dire che Dio appartiene a tutta l’umanità e che lo cercano l’intelligenza e il cuore di ogni uomo, la sapienza e la cultura di ogni popolo. I Magi vedono molte cose in quella stella. È una stella con molte stelle dentro, un bambino, un re, un Dio: “Siamo venuti per adorarlo”. Ecco il desiderio di Dio. Dio ha desiderio che noi abbiamo desiderio di lui. Dio non è un dovere, è un desiderio. Per questo i Magi viaggiano per anni, «fissando gli abissi del cielo fino a bruciarsi gli occhi del cuore» (D.M. Turoldo).
Il vangelo contrappone il libero viaggio e la cerchia murata di Gerusalemme, i cercatori di stelle e i cercatori di parole, gli scribi che sanno tutto ma che si muovono solo per andare a corte a fare sfoggio di cultura. Per loro Dio non è una passione in grado di farli partire, di smuoverli dalle loro comode posizioni di potere. I Magi invece hanno poche conoscenze, ma forti desideri. E mentre gli scribi offrono citazioni, essi portano doni. Ma il dono più bello, il più grande, è il loro stesso viaggio, durante il quale hanno perseverato nel tenere vivo il desiderio di Dio. Questo è il grande dono che anche noi possiamo offrire a Dio, la fame e la sete di lui. Come diceva sant’Agostini “della nostra sete Dio ha sete”. Chiediamo la Grazia in questa festa, che il desiderio di Dio ci metta in moto, non ci lasci seduti, impoltriti, nelle nostre comode abitudini che ci danno sicurezza, ma non ci fanno viaggiare alla ricerca di noi stessi, degli altri, del mistero stesso di Dio.
A Natale è Dio che cerca l’uomo. All’Epifania, è l’uomo che cerca Dio. Ed è tutto un germinare di segni: come segno Maria ha un angelo, Giuseppe un sogno, i pastori un Bambino nella mangiatoia, ai Magi basta una stella, a noi bastano i Magi. Perfino Erode ha il segno: dei viaggiatori che giungono dall’Oriente, culla della luce, a cercare un altro re. Perché un segno c’è sempre, per tutti, anche oggi. Spesso si tratta di piccoli segni, sommessi; piccoli misteri quotidiani con cui il Cielo cerca di parlarci, ma noi niente, preferiamo rimanere sordi, per non viaggiare e cercare in profondità.
Altre volte il signore ci parla attraverso persone che sono “epifanie” (manifestazioni) di bontà, incarnazioni viventi di Vangelo, che hanno occhi e parole come stelle luminose di bene. L’uomo è la stella: «percorri l’uomo e troverai Dio» (sant’Agostino). Perché Dio non è il Dio dei libri, ma della carne in cui è disceso.

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