Parrocchia SS Redentore

Martedì 23 Aprile 2019

Via, verità e vita

Non abbiate paura, non sia turbato il vostro cuore”, sono le parole di apertura del Vangelo di questa terza domenica di Pasqua. Sono le parole fondamentali del nostro rapporto con Dio e con la vita, quelle che devono venirci incontro appena aperti gli occhi, ogni mattina. Questa pagina di vangelo ci presenta l’invito del Maestro ad assumere questi due atteggiamenti vitali a fondamento del nostro rapporto di fede: un «no» gridato alla paura e un «sì» consegnato alla fiducia.

Non è l’incredulità la vera negazione della fede, ma la paura. Gesù ha una proposta chiara per aiutarci a vincere la paura: “abbiate fede, nel Padre e anche in me”. Il contrario della paura non è il coraggio, è la fede nella buona notizia che Dio è amore, e non ti molla; la fede in Gesù che è la via, la verità, la vita. Tre parole immense. Inseparabili tra loro.
“Io sono la Via”, come a dire io sono la strada vera che porta alla vita. La Bibbia è piena di strade, di vie, di sentieri, piena di progetti e di speranze. “Felice chi ha la strada nel cuore”, canta il salmo 84,6. I primi cristiani avevano il nome di “Quelli della via” (Atti 9,2), quelli che hanno sentieri nel cuore, che percorrono le strade che Gesù ha indicato, che camminano chiamati da un sogno e non si fermano. E la strada ultima, la via che i discepoli hanno ancora negli occhi, il gesto compiuto poco prima da Gesù, è il maestro che lava i piedi ai suoi, amore diventato servizio.
“Io sono la verità”. Gesù non dice di avere la verità, ma di essere la verità, di esserlo con tutto se stesso. La verità non consiste in cose da sapere, o da avere, ma in un modo di vivere. La verità è una persona che genera vita, che con i suoi gesti suscita libertà. «La verità è ciò che arde» (Ch. Bobin), parole e azioni che hanno luce, che danno calore.
Come dice un autore spirituale “La verità è sempre coraggiosa e amabile. Quando invece è arrogante, senza tenerezza, è una malattia della storia che ci fa tutti malati di violenza. La verità dura, aggressiva, la verità dispotica, «è così e basta», la verità gridata da parole come pietre, quella dei fondamentalisti, non è la voce di Dio. La verità imposta per legge non è da Dio. Dio è verità amabile.”
“Io sono la vita”, io faccio vivere. Parole enormi che nessuna spiegazione può esaurire. Parole davanti alle quali provo una vertigine. Il mistero dell’uomo si spiega con il mistero di Dio, la mia vita si spiega solo con la vita di Dio. Il nostro segreto è oltre noi. Nella mia esistenza c’è una equazione: più Dio, equivale a più io. Più vangelo in me vuol dire più vita in me, vita di una qualità indistruttibile.
Il mistero di Dio non è lontano da te, è nel cuore della tua vita: nei gesti di nascere, amare, dubitare, credere, perdere, illudersi, osare, dare la vita... La vita porta con sé il respiro di Dio, in ogni nostro amore è Lui che ama.
Infine, verso la conclusione del racconto evangelico interviene Filippo “Mostraci il Padre, e ci basta”. È bello che gli Apostoli chiedano, che vogliano capire, come talvolta capita a noi. Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre. Guardi Gesù, guardi come vive, come ama, come accoglie, come muore e capisci Dio, e si dilata la vita. Si aprono orizzonti inediti e sconfinati!

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