Parrocchia SS Redentore

Martedì 23 Aprile 2019

Consiglio Pastorale

Un momento significativo della partecipazione all'azione pastorale della parrocchia si realizza anche mediante il "consigliare nella Chiesa", in vista del comune discernimento per il servizio al Vangelo. Il consigliare nella Chiesa non è facoltativo, ma è necessario per il cammino da compiere e per le scelte pastorali da fare. Il consiglio pastorale parrocchiale e, nel suo settore e con la sua specificità, il consiglio parrocchiale per gli affari economici, sono un ambito della collaborazione tra presbiteri, diaconi, consacrati e laici e uno strumento tipicamente ecclesiale, la cui natura è qualificata dal diritto-dovere di tutti i battezzati alla partecipazione corresponsabile e dall'ecclesiologia di comunione.

(Sinodo 47°, costituzione n. 147. Il consiglio pastorale parrocchiale)

Domenica 15 Gennaio 2017: Ritiro del CPP a Casa don Guanella (Ispra)

 

Domenica 15 gennaio il Consiglio Pastorale Parrocchiale si è riunito in una speciale giornata di ritiro insieme a Don Gianni e al seminarista Davide a Ispra, presso Casa Don Guanella. Il paesaggio innevato e l’aria frizzantina hanno fatto da contesto a una giornata di lavori che si è rivelata davvero preziosa per tutti i partecipanti.

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Il ruolo di laici, presbiteri, diaconi e consacrati nella chiesa, nella parrocchia e nella comunità pastorale

Un terzo aspetto fondamentale per impostare correttamente la vita e le funzioni dei consigli è quello della consapevolezza del ruolo delle diverse componenti della Chiesa. La Chiesa popolo di Dio è costituita dai battezzati, aventi tutti la stessa dignità di figli di Dio e tutti la stessa universale vocazione alla santità (cf. cost. 369), ma ognuno con la propria specifica vocazione e, quindi, con il proprio compito nella comunità cristiana.

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La parrocchia, la comunità pastorale e i rispettivi consigli

L’ecclesiologia del Vaticano II e il Sinodo 47° evidenziano che l’azione pastorale ha come soggetto proprio non il solo parroco o responsabile di comunità pastorale, né i soli ministri ordinati con la collaborazione di qualche fedele, ma l’intera comunità cristiana e questa «soggettività dell'intera comunità parrocchiale non può limitarsi a essere un'affermazione astratta, ma deve tradursi in realtà concreta» (cost. 142, § 1).

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Oggettività dell’azione pastorale e progetto pastorale

La vita e l’azione pastorale della parrocchia e della comunità pastorale non sono lasciate al caso o al succedersi estemporaneo di iniziative dovute alla buona volontà dei sacerdoti o di alcuni fedeli, o a gruppi e realtà di vario genere presenti nell’ambito della parrocchia. Va salvaguardata, invece, l’unità dell’azione pastorale e l’oggettività della stessa. Secondo il Sinodo 47° uno strumento fondamentale per realizzare una effettiva comunione e unità di azione, basata su criteri oggettivi, è il progetto pastorale, che viene così descritto dalla cost. 143, § 3 in riferimento alla parrocchia:

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