Parrocchia SS Redentore

Domenica 21 Luglio 2019

Quanto manca?

La mano di Gianluca si stringe forte alla mia quando, dopo neanche dieci minuti di cammino verso casa, ricomincia il ritornello classico di ogni gita dell’Oratorio.

Quanto manca Mirkooo?

Il sentiero prosegue in piano e a pochi metri da noi un abbondante dislivello ci costringe ad affrontare un nuovo ostacolo. Guardo Gianluca e capisco perché mi stringeva la mano. Non parla, tiene fisso lo sguardo sul sentiero e sembra anche piuttosto felice. Eppure ogni volta che ci si para davanti un pericolo, la sua mano destra diventa una tenaglia. Il messaggio arriva forte e chiaro: ho paura e stammi vicino .

Ma quanto manca ohh?

Mi volto. Dietro di noi, Gianna cammina come se stesse tornando da scuola, un giorno qualunque in un pomeriggio qualunque. Sprigiona serenità e simpatia: una piccola Heidi con gli occhi a mandorla. È lei la colonna sonora del gruppo: difficilmente la sua voce non ci accompagna nella fatica e ancora più raramente dalla sua bocca esce qualche lamentela o parola fuori posto.
Il suo forte sono le canzoni che canta al coretto. Non ce ne sono moltissime nel suo repertorio a dire il vero ma basta accennarne una per mettere in moto la sua passione per il canto.

Ma non arriviamo piùuuu

“Chi è che continua a rompere?” sussurra Gianluca.
In effetti al ritornello non ci si abitua mai. Ho qualche sospetto ma evito di rispondere. È stata una gita meravigliosa fin’ora: il lago del Sorapis era più bello di quello che ricordavo. Una piscina azzurra e verde incastonata tra le vette aguzze delle Dolomiti. Ci ero stato qualche anno prima, con i ragazzi dell’Oratorio di Legnano, e anche questa volta non mi aveva deluso. I bambini erano stati bravissimi e anche piuttosto veloci. Tempo meraviglioso e…

Ma quando arriviamo?

Mi volto di nuovo. Simone, alle spalle di Gianna, coi suoi occhialoni neri, mi sorride. È stanco, si vede benissimo, ma lo vuole nascondere. È il primo anno che partecipa alla vacanza estiva ma sembra un veterano: è sicuro di sé, aiuta e corregge i suoi amici e i suoi coetanei di terza elementare e spesso è il primo a presentarsi al momento delle corvé (I piccoli servizi che fanno i ragazzi quando siamo a Villa Gregoriana: apparecchiare e sparecchiare la tavola, pulire le stanze, fare i letti…).
Non è Simone a protestare. La lunga fila dietro di me nasconde il colpevole e i volti stanchi dopo una lunga camminata suggeriscono più di un sospettato. Non manca molto in effetti, tra poco don Gianni con un bel panino alla nutella e un bel tè ci accoglieranno a Villa Gregoriana.
Poi, dopo una doccia rinfrescante e la cena, sarà il tempo per il gioco della sera. Giusto! Il giocone. Allungo lo sguardo oltre i miei compagni in cima alla fila… dietro il gruppetto di terza elementare (i più piccoli, come da antica legge della montagna… e del Vangelo, a dire il vero, sono sempre i primi della fila e dettano il passo al resto del gruppo) Matteo è impegnato a tenere a bada il fratello di Gianna, Francesco, che sembra non volersi fermare mai. Si muove continuamente fuori dalla fila indicando ogni cosa che lo circonda e afferrando un po’ di tutto.
“Francesco se non la finisci vai davanti!”, gli sento dire spazientato.
“Fra, fai il bravo dai…”, gli do manforte. La lunga fila di bambini e Animatori si blocca lentamente, come un elastico allentato, mentre il gruppo si compatta.
“Teo è tutto ok per stasera, siamo a posto?”, domando a Matteo. Lui è ancora impegnato con Francesco ma mi risponde:
“Sì, sì c’è numeri…”
Un grande classico. Dal fondo vedo Antonio: ha con sé qualche ritardatario e magicamente gli sono comparsi altri due zaini sulle spalle. Lo vedo, mi vede, e alza il pollice.
“Andiamo?”, domanda Gianluca. Giusto, Gianluca! Quasi mi stavo dimenticando di lui… mi volto in avanti e lo trovo seduto su un grosso masso ai bordi del sentiero.
“Andiamo!”, gli faccio eco. All’andata non era stata una passeggiata: è la prima gita e, anche se non ci sono grosse salite, non è un sentiero semplicissimo. Francesca, che gli era stata vicina nel percorso fino al lago, dopo pranzo si era avvicinata a me e aveva sentenziato: “Gianluca fa un po’ fatica…”. Avevo allora deciso di portarlo davanti, credendo di doverlo aiutare o incitare a proseguire… Adesso invece era lui che mi spronava a camminare.
La montagna è così: ribalta le tue certezze ed è sempre pronta a sorprenderti. È una maestra esigente con i bambini: non ascolta lamentele e spinge sempre più in alto, verso mete all’apparenza lontane e irraggiungibili. Non ama il chiasso ma non si impone con violenza. Sa ascoltare e cerca sempre una strada per renderti migliore. Ma è anche una mamma, che ti riempie di regali e ti accoglie alla sua ombra, che ti protegge e ti fa sperimentare i tuoi limiti.
Basterebbero i suoi insegnamenti a rendere non solo una esperienza bella ma anche un tempo necessario per i ragazzi, quello della vacanza estiva. Necessario perché occasione vera di crescita, d’incontro con la natura, di fraternità, di vita comune, di servizio. Necessario perché piccolo ma prezioso embrione di una educazione all’autonomia.
La vacanza estiva è un tempo di verifica, in cui ci accorgiamo davvero chi sono i bambini e i ragazzi che pensavamo di conoscere. Molti, dopo l’iniziale fatica dovuta all’allontanamento dalla mamma e dalle proprie sicurezze, sembrano sbocciare come fiori in primavera: superano paure e pigrizie, imparano un nuovo modo di reagire ai conflitti e alle difficoltà, si educano a un nuovo modo di parlare e stare con gli altri.
A Villa Gregoriana poi abbiamo trovato una vera casa in cui si respira il Vangelo. I ragazzi vivono insieme in un clima di divertimento e servizio e sperimentano anche la bellezza di chi dedica il proprio tempo per gli altri: non solo i nostri animatori ma anche i giovani volontari scelti dalla Diocesi di Belluno per curare la casa, fianco a fianco con i ragazzi disabili, sono un bagliore di speranza anche per noi. Li vedi spesso con la scopa in mano a pulire la grande sala mensa dove ci ritroviamo a pranzo e a cena, col sorriso sulla bocca e una parola buona per tutti. O a fianco di un giovane ragazzo down fuori dalle cucine, mentre preparano il carrello pieno di piatti, posate e bicchieri. O ancora, seduti divisi a gruppi nella sala bar, mentre Carlo, uno dei giovani responsabili della struttura, li invita a riflettere sul loro cammino e sull’esperienza che stanno vivendo.
“I bambini ci guardano”, s’intitolava un vecchio film di De Sica. E infatti i ragazzi osservano molto quello che i volontari fanno. Tant’è che, quando è il momento di apparecchiare o sparecchiare tavola, sembrano volerli imitare.
Non ci sono però solo le fatiche delle camminate in montagna o i “compiti” in casa ad occupare il tempo dei bambini e dei ragazzi durante la Vacanza Estiva. Il gioco è uno dei tasselli insostituibili della vacanza estiva ed è un momento che, guidati dai nostri animatori (questa estate ancora più numerosi nei due turni), si trasforma in una occasione formativa unica, in cui immergersi nella natura, imparare a stare insieme e a sostenersi a vicenda. Ci sono i giochi all’aperto (tra i tre campi da calcio, i campi da pallavolo e basket, il grande prato all’ingresso e la pineta ai bordi della Villa) e i giochi in salone la sera. Ci sono i giochi nuovi, preparati dell’equipe animatori nei mesi precedenti, e i giochi diventati ormai tradizionali, al punto che basta nominarli per scatenare l’entusiasmo dei ragazzi .
La proposta estiva 2019 dell’Oratorio vedrà quindi, rispetto allo scorso anno, una conferma - quella della destinazione: le Dolomiti - e una novità: la contemporaneità dei turni elementari e medie. Perché questa novità? Per rispondere occorre partire dall’esperienza dello scorso anno, l’estate 2018, in cui abbiamo introdotto il nuovo programma lungo una settimana (non più cinque giorni) e abbiamo allargato anche alla terza elementare la possibilità di partecipare all’esperienza della vacanza estiva. Proporre i due turni in contemporanea non significa rinunciare ad un percorso diversificato per le diverse fasce di età: elementari e medie avranno due proposte autonome e parallele, che prevedranno però dei momenti comuni (i pasti, anche se su due tavolate e la S. Messa). Sarà un po’ come l’Oratorio Estivo, in cui uniremo la bellezza dello stare tutti insieme con la necessità di proporre attività (penso in particolare ai giochi all’aperto, al momento della riflessione giornaliera, alla preghiera, al giocone serale) specifiche per la propria fascia di età. Tenendo i due turni separati potremo garantire anche una maggiore sorveglianza dei ragazzi e – diciamolo – anche un po’ di energia in più, visto che i due turni arrivano dopo le cinque settimane di Oratorio Estivo. Rispetto allo scorso anno partiamo anche con il vantaggio di conoscere già molto bene la struttura, la sua organizzazione e le sue peculiarità. Parteciperanno tanti Animatori (quest’anno più dell’anno precedente), a cui va il nostro grazie più sincero, il nostro don Gianni, alcune presenze adulte e Flaviano, il nuovo seminarista. La sua non è una presenza scontata ed è un dono grande che la diocesi ci sta facendo ormai da diversi anni.
Ringrazio in anticipo tutti i genitori che per una settimana ci affideranno il regalo più prezioso: i loro figli. A loro chiediamo di starci accanto con pazienza e fiducia. Un vecchio e famoso proverbio africano dice che “per crescere un bambino ci vuole un villaggio intero”. È verissimo! Solo insieme, solo facendo squadra, solo rimanendo fianco a fianco potremo essere “villaggio” per i nostri ragazzi, così che possano crescere come Gesù in “età, sapienza e grazia”. Affidiamo questo tempo della vacanza a Maria e a don Bosco, che prima di tutti ha capito le potenzialità enormi che poteva avere una educazione integrale, che passa anche dal gioco e dal tempo “informale”, vissuto in amicizia. Così, ne sono certo, la nostra sarà un’estate indimenticabile.
Il sudore scende veloce lungo la fronte bagnata.
Dietro me e Gianluca sono ricominciati i canti di Gianna e i ragazzi non sembrano per nulla stanchi. Strano, neanche più un ritornello: “quanto manca?”
Sarà che ormai il sentiero è famigliare.
Oltre il bosco e la curva ecco Villa Gregoriana.
Don Gianni sta spingendo un carrello di metallo verso l’ingresso.
Sopra: panini alla nutella e tè. Un’altra gita è terminata.
Il cammino del nostro Oratorio, invece, è ancora tutto da percorrere.
Buona estate e viva l’Oratorio!
Un abbraccio di pace

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